Passioni che si guardano, dentro di me, sedute nel profondo, molteplici.
Dipingendomi di nero come fossi un angelo.
Nero di tutti i colori.
Anima che si agita.
Si slega.
Tu che permetti la trascendenza.
Femmina.
Tu che regali infiniti orizzonti.
Strega.
Tu che tramuti in polvere le bende dorate, quei teli, che dalla nascita coprendoci gli occhi impediscono paradisi.
Insegni a volare.
Ed in cielo, contemplo l’essenza della realtà.
Il velo di Maya
Ombre
Ombre, spettacoli in cui le figure non si vedono, appaiono, si immaginano. Spettatori e pubblico davanti a uno schermo, un telo bianco illuminato dai sogni. E dietro; attori, gente, altri. Manovrano figure, recitano parti. Ombre. Proiettate direttamente nel cuore, nella testa, con l’effetto di ingigantirle, animarle. Ombre. Ombre che hanno un odore, un sapore, ombre a colori.
No, non farlo. Non spegnere la luce, quei sogni che proiettano fantasie, non spegnerli, non farlo.
Le ombre vivono.
Si toccano.
Sempre.
Pelle contro pelle
Sensazioni vestite di rosso, oscene, profumano i miei pensieri.
Voglie di lussuria indicibili che l’odore della tua carne mi sbatte in faccia, senza ritegno.
Follia.
Prendo l’aria, inzuppata dei tuoi odori, avaro come un condannato al suo ultimo pasto, demonio senza regole ti aspetto, preda dei miei peccati, cibo per la mia tavola.
Trappola dolce delle mie debolezze, sapore di sesso che ingiallisce gli occhi e provoca morsi sull’anima.
Capelli tra le mani, come corde d’acciaio ti legano a me, costretta, pelle contro pelle.
È l’inferno.
Passioni da usare sottochiave
Nell’aria, sentore di umori provocati, forti, col sapore di segreti mai detti e sguardi coi polsi stretti.
Sudore di sesso e abbandono.
Vizio capitale.
Peccaminoso.
Atmosfere che graffiano come il sole negli occhi dopo secoli di buio, profumate di elicriso.
Immagini di paradisi indotti, dai sospiri affannosi e affannati, col cuore nella gola.
Anima che batte, che ciascuno deve custodire, santificare, nei modi e nei luoghi a lui propri.
Leccare, accarezzare, possedere.
Pensieri corvini, bui, lunghi e neri, da tirare a se, essendo asceso.
Passioni da usare sottochiave.
La vita che si ricorda
Io, me la ricorderò bene, la vita, ne ho presa tanta di grandine, io.
Pioggia, fulmini, sole (poco).
Aria sulla faccia.
Ghiaccio e freddo che tagliavano.
Ma, nonostante tutto, nonostante tutto questo.
Io.
Ricorderò le volte che ho guardato in un caleidoscopio, specialmente per il fatto di voler dare un colore ad ogni giornata e di conseguenza un sapore, un odore alla vita.
Gli occhi delle streghe sono così.
Guardano lontano.
Quegli occhi hanno il potere di far volare.
Ti danno le ali.
E io racconterò di come si vola.
Alti.
Sopra le nuvole.




